Farina, acqua e poco altro possono diventare pane, pizza, pasta fresca, biscotti o una torta. Eppure basta cambiare farina perché il risultato sia completamente diverso.
Quando scegliamo delle farine biologiche, quindi, la certificazione racconta come è stata prodotta la materia prima, ma non ci dice automaticamente quale farina sia più adatta a ciò che vogliamo preparare.
Tipo di cereale, grado di raffinazione, caratteristiche della farina e lavorazione sono elementi da conoscere per scegliere meglio.
Uno degli equivoci più comuni riguarda la classificazione delle farine di grano tenero.
I numeri non rappresentano una scala di qualità. Indicano invece il grado di raffinazione della farina: procedendo verso farine meno raffinate aumenta la presenza delle parti più esterne del chicco.
Una farina 00 è quindi molto raffinata, mentre le farine 1 e 2 conservano una quota maggiore delle componenti originarie del cereale. Nella farina integrale la presenza delle diverse parti del chicco è ancora maggiore.
La scelta dipende dall’utilizzo e dal risultato desiderato, non dall’idea che una tipologia sia universalmente “migliore” delle altre.
Per una preparazione delicata può essere utile una farina più raffinata; pane e prodotti rustici possono invece valorizzare farine meno raffinate o integrali.
Per gli impasti lievitati entra poi in gioco un’altra caratteristica: la capacità della farina di sostenere la lavorazione e la lievitazione. Per questo due farine apparentemente simili possono comportarsi in maniera molto diversa una volta aggiunta l’acqua.
Chi prepara spesso pane e pizza lo scopre rapidamente: conoscere la farina permette di gestire meglio idratazione, tempi e consistenza dell’impasto.
Qui entra in gioco l’origine agricola.
Una farina biologica nasce da cereali coltivati secondo le regole dell’agricoltura biologica. È quindi importante separare due concetti: “biologica” descrive il metodo con cui è stata prodotta la materia prima; “integrale”, “tipo 1” o “tipo 0” descrivono caratteristiche differenti della farina.
Una farina può essere biologica e molto raffinata oppure biologica e integrale.
Comprendere questa distinzione consente di acquistare sulla base delle proprie esigenze anziché affidarsi esclusivamente alle parole riportate in evidenza sulla confezione.

Forse il valore più interessante delle farine è proprio questo: riportano l’attenzione sull’ingrediente.
Quando si parte da una buona materia prima si comincia inevitabilmente a osservare di più l’impasto, la consistenza, il profumo e il risultato della cottura.
Scegliere tra diverse farine bio significa quindi trovare il giusto equilibrio tra origine della materia prima e utilizzo in cucina. Non esiste una farina perfetta per tutto: esiste quella più adatta a ciò che vogliamo preparare.
ECCELLENTE In base a 31 recensioni Pubblicato su andrea28/06/2020Trustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. Schöner, kleiner Bioladen mit tollen Produkten!Pubblicato su Giampiero Governi22/06/2020Trustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. Ottimi prodotti, fatti con il cuore!Pubblicato su Riccardo Ingrassotta29/05/2020Trustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. Attività familiare, vendita prodotti biologici di qualità e "sicuri". I titolari persone squisite, un piacere fare acquisti da loro!Pubblicato su Patrizia Pat28/01/2020Trustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. Ottima, produzione loroPubblicato su Paola Bruni09/11/2019Trustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. Piccolo negozio bio con molti prodotti freschi o conservati dell'azienda stessa,capita spesso di trovare verdure appena portate dal campo. Ottimo il pane,sia integrale che di farro fatto dalla proprietaria. In agosto si trovano pomodori per la salsa. Una chicca:macinano al momento fiocchi di avena e di segale
Riprenderanno regolarmente da Settembre. Grazie!
